mercoledì 14 novembre 2012

Monaci per una notte

Ieri siamo stati al monte Koya (o Koya-san) ed abbiamo dormito in un tempio buddista. Decisamente al di sopra del nostro budget standard, ma ne è davvero valsa la pena. Il prezzo alto non serve per pagare un hotel di lusso (una scelta peraltro rispettabile, ma per ora lontana dai nostri imteressi e dalle nostre tasche), ma piuttosto per vivere un'esperienza, una che ci è davvero piaciuta.

Per più di 1200 anni Koya-san è stato la base del buddismo Shingon. Nei secoli è diventato meta di pellegrinaggi ed il numero dei templi è aumentato: oggi ci sono più di 50 templi, in una cittadina di 4000 abitanti, e molti di loro offrono alloggio a fedeli e turisti.
Siamo arrivati con il primo treno da Osaka, ben contenti di lasciare l'aspetto quasi fatiscente di Shin-Imamiya ed andare tra gli alti alberi e l'aria fresca (o meglio fredda) del monte Koya. Appena arrivati abbiamo fatto il check-in nel nostro tempio, e ci hanno mostrato la nostra stanza minimalista (o piuttosto 'zen'): giusto una piccola tavola con quattro cuscini al centro del pavimento di tatami, ed un bel balcone con vista sullo splendido giardino del tempio. Nessun letto nè futon da nessuna parte. Un monaco ci ha illustrato la routine del tempio: meditazione alle 16:30, cena in camera alle 17:30 in the room, possibilità di fare un giretto notturno guidato al cimitero alle 19.15, poi ancora preghiera mattutina alle 6:30, seguita da cerimomia del fuoco alle 7:00 e colazione in camera alle 7:30.

Vista del giardino dal nostro balcone.
Tutto un po' 'prestino', ma è pur sempre un tempio... dobbiamo rallegrarci che non servano la colazione alle 4:30! Seduti sui cuscini per terra, ci siamo goduti il tè con dolcetti ammirando estasiati i colori autunnali del giardino, per poi uscire alla scoperta della città prima dell'ora di cena. In realtà abbiamo solo passeggiato in giro per le poche strade ed i tanti templi per qualche ora, godendoci la pace e la quiete di questo luogo sacro, dopo le folle di Kyogo e la stranezza di Osaka. In particolare ci ha incantato il grande cimitero Okunoin. Abbiamo camminato per circa un'ora e mezza tra le tombe coperte di muschio e le antiche statue di Buddha. Ci saremmo tornati di nuovo per la visita serale con un monaco come guida, ma è difficile andarsene da un posto cosí speciale. Saremmo rimasti ancora più a lungo se non fosse stato per la rigida 'tabella di marcia'.

La torre del tempio Danjo Garan (più alta di quello che appare in foto).
Tomba buddista con i simboli dei cinque elementi che compongono l'universo.
Tornati al templio abbiamo partecipato ad un corso di meditazione. Al culmine del rilassamento, un forte tuomo ha fatto tremare le pareti di legno e carta di riso della stanza, e scuotendo al contempo la nostra concentrazione. Dal nulla, una violenta tormenta con vento, pioggia e grandine è caduta sul templio, e quasi con la stessa rapidità è passata. È stata così improvvisa che sulle prime abbiamo pensato che i monaci stessero lavando il tempio da fuori o che avessero fatto partire musica tipo 'Suoni della natura' per migliorare la nostra esperienza. Alla fine era solo una tormenta passeggera, che ha rischiato di far saltare la nostra gita notturna al cimitero. Intanto era arrivata l'ora della cena, alle 17:30 come previsto. Abbiamo indossato le due 'yukata' (una specie di pigiama giapponese) che avevano preparato nella stanza per noi, e siamo rimasti ad osservare come i monaci spostavano la piccola tavola verso un lato della stanza e la sostituivano com quattro piccoli vassoi (due per ciadcuno) pieni di piccole porzioni di piatti vegetariani.

Cena vegetariana Shojin-ryori. Ben pochi ingredienti ci erano noti.
Vestiti come una perfetta coppia Giapponese, abbiamo consumato la cena con composta gioia ed un poco di sorpresa al provare il gusto e la consistenza di tutti quegli ingredienti sconosciuti. Tutto (o quasi tutto) era buonissimo e la cena ci ha riempiti molto più del previsto.


Ci mancano già le nostre yukata.
Dopo cena sono riapparsi i due monaci, hanno portato via i vassoi e preparato il letto stendendo futon e coperte al centro della stanza. Senza dubbio sanno come usare al meglio queste piccole stanze.

Assetto da notte
Nel frattempo il nostro monaco-guida ha annunciato che la aveva smesso di piovere e che saremmo usciti per la camminata, nonostante l'alta probabilità di pioggia ed il freddo fuori. Non avevamo alcuna intenzione di perderci l'uscita, ma i nostri pantaloni non sono fatti per queste temperature. Soluzione? Indossare il pigiama sotto i pantaloni! Ben coperti ed impacchettati, siamo usciti nella notte con un piccolo gruppo di altri clienti del tempio e la nostra guida. Un po' di pioggia l'abbiamo presa, ma la visita è stata molto bella ed estremamente imteressante, grazie ai racconti della guida su Koya-san, il buddismo Shingon e la storia (e leggende) del suo fondatore Kobo Daishi. Abbiamo persino partecipato ad una preghiera con canto di sutra sotto una grande lanterna dedicata a Kobo Daishi di fronte al tempio in cui si dice che lui stia ancora meditando, dopo 1200 anni.

È molto più spaventoso vederlo immersi nell'oscurità.
Dopo la camminata era ora di un altro lusso: un 'onsen' (bagno termale) fumante per rilassarci. Una dura prova per la timidezza di D, ma un bel modo per riscaldare le nostra ossa gelate e prepararci per la notte. Camminare di notte nel silenzio di un tempio indossando una yukata ed ancora riscaldati da un bagno caldo. Un giorno da ricordare.

Oggi ci siamo alzati alle 6 per partecipare ad entrambi i riti. Abbastanza riposati, nonostante i 12 gradi in camera (almeno avevamo buone coperte) ed il comodo ma durissimo cuscino (pieno solo di riso o qualche tipo di sementi). Fuori pioveva ancora e la temperatura era scesa ulteriormente durante la notte. La tecnica del pigiama sotto i pantaolni ci ha aiutato di nuovo a superare la gelida esperienza.

Preghiera del mattino.
Cerimonia del fuoco.
I riti mattutini sono interessant ma è difficile restare immobili con un tempo così. Ci siamogoduti molto di più il ritormo in camera (11 gradi quando siamo rientrati, ma il riscaldamento l'ha portata rapidamente fino a 18!) per la colazione. Non l'abbiamo ancora detto, ma in Giappone per colazione si mangia più o meno quello che mangeresti per pranzo o cena. Questa mattina abbiamo mangiato riso bianco, zuppa di miso ed un mix di piatti vegetariani. Sembra strano ma è abbastanza buono.

Colazione vegetariana. Non c'è l'opzione cornetto e cappuccino?
Era ora di impacchettare le nostre cose e continuare il nostro viaggio. Abbiamo pagato il conto, richiesto assistenza medica per riprenderci da un attacco di portafoglio piangente, ed abbiamo atteso il bus nella stanza comune. La stanza era riscaldata ed abbastanza piacevole,cmentre fuori la pioggia fredda si stava trasformando in neve. Neve? Si, è davvero arrivato il momento di cominciare a pensare alla Tailandia ed il caldo che ci aspetta lì. Nonostante il freddo la visita a Koya-san è stata un'esperienza davvero bella ed appagante. Sono contento che abbiamo deciso di fermarci qui per la notte. Oggi si cambia paesaggio: dal monte Koya andiamo a vedere l'isola Itsukushima (meglio nota come Miyajima) ed il suo famoso 'tori' galleggiante.


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