Visto che la domenica ci eravamo riposati, forse avremmo dovuto recuperare il tempo perduto girando la città. Invece abbiamo deciso di prendercela comoda per un'altra giornata, ed è andata benissimo, con sole e bella compagnia.
| Finalmente il sole |
Ci siamo di nuovo incontrati con la coppia di Israeliani che avevamo conosciuto a Kanazawa, Yochai e Michal, e siamo andati insieme ad esplorare il quartiere di Arashiyama district nella zona occidentale di Kyoto, zona famosa per i suoi templi (sorpresi?) ed il bosco di bambù .
| Voi sapevate che il bambù poteva diventare così alto? Noi no |
Il cammino del bambù in sè è stato abbastanza deludente, ci saremmo aspettati qualcosa di più spettacolare. Ma la mattinata spesa a passeggiare per il quartiere, tra vecchie case e qualche sbiarciata ai templi senza pagare l'entrata di nessuno. è stato fantastico grazie ai nostri compagni! Ci hanno raccontato un sacco di cose sui loro viaggi precedenti, tra scorreggie di cavalli cinesi a casi di dissenteria in Uzbekistan, che ci hanno fatto preoccupare ma anche ridere molto. È stato divertente vedere un'altra coppia che segue lo schema della ragazza lamentosa (con tutto la simpatia, Michal) ed il ragazzo paziente. Così tante cose in comune. È il loro terzo viaggio lungo e non credo che sarà l'ultimo. Ragazzi, ci riteniamo davvero fortunati di avervi incontrato all'inizio del nostro viaggio, e speriamo di riuscire a rivederci presto, alle Filippine, in Cambogia o altrove. Divertitevi e state al riparo dal sole!
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| Bon voyage! |
Ci sarebbe piaciuto poter restare ancora a Kyoto ma il treno per Osaka ci aspettava. Torneremo a Kyoto sulla strada del ritorno, e ne vale davvero la pena. Arrivati alla stazione Shin-Imamiya di Osaka non potevamo credere ai nostri occhi. Era la prima volta in Giappone che vedevamo strade sudicie, barboni ed alcolizzati dappertutto. Ovviamente ci aspettiamo di vederne molti nel Sudest Asiatico e siamo stati in quartieri peggiori in passato, ma fino avendo visto quasi solo strade perfette nei giorni passati questa ci ha trovati impreparati. L'ostello era decente ma quando siamo usciti a cenare abbiamo deciso di portare giusto i soldi per la cena. Appena attraversata la strada invece ci siamo trovati immersi in un paradiso di locali di pachinko, luci al neon e ristoranti con camerieri sulla strada che ci invitavano ad entrare. Che rabbia non aver portato la macchina foto! Purtroppo abbiamo pagato la nostra codardia, e così non abbiamo nessuna foto di Osaka, ci spiace.
Domani mattina prenderemo il treno, una dentiera ed un bus per arrivare al monte Koya ed aggiungere un pochino di spiritualità al nostro viaggio. Speriamo che valga il lungo tragitto.

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