Primi giorni e prime parole.
Il primo giorno non conta in realtà visto che la mancanza di sonno ed il jet lag si sono fatti sentire. Il volo per Tokyo non è stato niente male, ma per quanto ci provassimo, per qualche ragione non siamo riusciti a dormire per niente (al contrario del tizio seduto accanto a noi che ha dormito come un bimbo per 12 ore, svegliandosi solo per i pasti).
Arrivati a Tokyo non ho stato difficile muoverci per la città: i trasporti sono ottimi e relativamente facili da usare una volta che capisci come funzionano. Per chi comincia consiglio un treno super rapido nella direzione sbagliata... è un ottimo corso accelerato nonchè un bel mix di emozioni. Alla fine, grazie anche all'aiuto di un poliziotto locale (e neanche una parola di inglese) siamo riusciti a trovare il nostro hotel quasi facilmente. È pulito e carino, ma la stanza è la più piccola che abbiamo mai visto e probabilmente la più piccola in assoluto... in fin dei conti non puoi far stare due persone in uno spazio molto più piccolo di questo.
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| Stanza doppia, stile Giapponese: 1.5 x 3m... |
Abbiamo provato a resistere al jet lag e siamo usciti a fare una passeggiata per il quartiere Asakusa ma alla fine ci siamo dovuti arrendere e siamo tornati in hotel, a dormire per undici ore filate!
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| Geishe (probablilmente false) a spasso per Asakusa |
Dopo aver (più o meno) recuperato il deficit di sonno, e grazie alle nostra nuova abilità di movimento con i treni giapponesi, oggi ci siamo avventurati fuori da Tokyo fino a Kamakura per vedere una statua di Buddha gigante. Siamo riusciti a cambiare treno per quattro volte senza bisogno di chiedere aiuto a nessuno!
La statua del Buddha è enorme, la seconda più grande in Giappone... peccato che mezza nazione abbia deciso di venire ad ammirarla con noi.
Per fortuna siamo riusciti a fare una tranquilla passeggiata nella campagna attorno, tra piccoli templi e persone carinissime che ci salutavano e sorridevano sempre, forse perchè eravamo dei pochi stranieri lungo il percorso. Abbiamo visitato un sacco templi, assistito ad un matrimonio shintoista e visto un sacco di bambini e bambine con costumi tradizionali, a quanto pare per un rito di passaggio celebrato dai bambini di tre, cinque e sette anni.
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| Shichi-Go-San, rito di passaggio per bambini di tre, cinque e sette anni |
Domani dovremmo finalmente esplorare meglio Tokyo, mentre la sera ci troveremo con il nostro primo Couchsurfer, che ci ospiterà per due notti. Abbiamo davvero molts voglia di imparare di più sulla cultura e la città da un autoctono, e K spera di poter finalmente imparare ad usare le bacchette correttamente, visto che fino ad ora i suoi tentativi hanno portato macchie su entrambi i suoi pantaloni...
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