Sai che stai andando in un posto speciale quando ti servono cinque diversi treni ed un traghetto per arrivarci... Myiajima ("l'isola tempio in Giapponese") può essere kitsch e molto affollata, ma offre una delle viste più belle dell'intero Giappone ed è comprensibile che tutti vogliano vederla. Una piccola isola di fronte ad Hiroshima, è considerata terra consacrata da lungo tempo grazie al nostro vecchio amico Kobo Daishi che la scelse come luogo sacro per il Buddismo Shingon.
Senza Rumbo
giovedì 15 novembre 2012
O-torii mio
mercoledì 14 novembre 2012
Monaci per una notte
Ieri siamo stati al monte Koya (o Koya-san) ed abbiamo dormito in un tempio buddista. Decisamente al di sopra del nostro budget standard, ma ne è davvero valsa la pena. Il prezzo alto non serve per pagare un hotel di lusso (una scelta peraltro rispettabile, ma per ora lontana dai nostri imteressi e dalle nostre tasche), ma piuttosto per vivere un'esperienza, una che ci è davvero piaciuta.
lunedì 12 novembre 2012
Da Tel Aviv a Osaka
Visto che la domenica ci eravamo riposati, forse avremmo dovuto recuperare il tempo perduto girando la città. Invece abbiamo deciso di prendercela comoda per un'altra giornata, ed è andata benissimo, con sole e bella compagnia.
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Giappone
Ubicazione:
Osaka, Prefettura di Osaka, Giappone
domenica 11 novembre 2012
La città dei mille templi
Finalmente siamo arrivati a Kyoto, la mecca dei turisti in Giappone... Avevamo davvero un sacco di voglia di venire qui, per cui appena siamo arrivati in hotel abbiamo lasciato i nostri zaini e siamo partiti per esplorare la città.
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Giappone
Ubicazione:
Kyoto, Prefettura di Kyōto, Giappone
sabato 10 novembre 2012
Couchsurfing verso la costa
Ed in effetti arrivando a Takayama li abbiamo trovati: pioggia e freddo... Fortunatamente per noi c'era anche Amber ad aspettarci in macchina per portarci a casa, dove vive con Joe. Per cena abbiamo cucinato takoyaki, un piatto tradizionale giapponese che consiste in pallottoline di pastella fritte con dentro pezzetti di polpo, funghi o verdure. È stato bello poter finalmente parlare con qualcuno senza dover usare solo mani, piedi e monosillabi...
Amber e Joe sono una coppia di Americani in Giappone da 6 mesi, lavorano come insegnanti di inglese in una scuola privata ed hanno intenzione di restare a vivere in Giappone (ma non a Takayama) per molto tempo. Vivono in una casa a due piani, molto più grande di quello che sembra essere lo standard a Tokyo. Hanno persino una camera per gli ospiti! Al mattino Amber ci ha accompagnati in macchina al 'Hida no Sato', dove abbiamo cominciato il tour di Takayama. 'Hida no Sato' è un grande mueso all'aria aperta, con case tradizionali giapponesi che sono state portate qui da varie parti del paese. Puoi passeggiare liberamente e scoprire come vivevano contadini, artigiani e mercanti nei villaggi... o meglio potremmo scoprirlo se capissimo il giapponese, visto che le spiegazioni in inglese sono decisamente limitate.
Siamo rimasti per parecchio a passeggiare tra laghetti e vecchie case, e saremmo rimasti ancora più a lungo se non avessimo avuto paura della pioggia prevista dal meteo. Usciti da 'Hida no Sato' ci siamo quindi diretti subito verso il centro di Takayama per visitare le case dei mercanti ed i vecchi quartieri. Alla fine la minacciata pioggia è stata molto meno terribile del previsto, ed abbiamo potuto girovagare tranquillamente fino al tramonto (che in questa zona del paese arriva intorno alle 5 del pomeriggio). Sulla strada verso casa abbiamo saccheggiato un supermercato e comprato tutte le cose più strane (dall'aspetto commestibile) che abbiamo trovato. Siamo riusciti a comprare un pacchetto di sashimi enorme per meno di 4 euro! Fino ad ora i nostri esperimenti con il cibo sono stati decisamente fortunati e non abbiamo ancora provato niente troppo strano o disgustoso.
A Takayama ci ha sorpresi il freddo, con temperature massime di 10 gradi, quindi speravamo di riuscire a scaldarci nella nostra destinazione successiva, Kanazawa, una città della costa, a circa 4 ore da Tokyo. Purtroppo niente sole neanche qui, probabilmente dovremo arrivare a Bangkok per poter mettere via i guanti. Kanazawa è probabilmente il posto meno interessante che abbiamo visto sino ad ora. Non è brutta, ma pur essendo molto più grande di Takayama dopo solo due o tre ore in giro ci siamo trovati senza saper bene cosa fare. Forse se il tempo fosse stato bello avremmo esplorato meglio i giardini del castello ed il parco Kenroku-en, ma visto che non ci sembrava bello morire congelati nella nostra prima settimana di viaggio abbiamo deciso di ritirarci a casa molto presto.
Nonostante tutto siamo molto contenti di non aver tolto Kanazawa dal nostro itinerario, perchè siamo stati molto bene con la nostra CS locale, Laura, anche lei Americana, che insegna inglese con un programma del governo giapponese. La prima sera siamo rimasti parecchio con lei a parlare, parlare, parlare... La seconda sera siamo poi usciti a cena con un suo amico insegnante ed altri due couchsurfer Israeliani. Finalmente un po' di vita sociale in questo viaggio. Abbiamo di nuovo appuntamento con la coppia di Israeliani a Kyoto, visto che stiamo percorrendo il Giappone con un tragitto molto simile. Speriamo di riuscire ad incontrare anche Laura da qualche parte prima o poi, e non è del tutto impossibile visto che nonostante abbia solo 25 anni ha già vissuto in Spagna, Francia, Russia, Costa Rica e adesso Giappone.
Questa è stata la nostra ultima notte in casa di couchsurfer qui in Giappone, ma speriamo di riuscire a trovarne altri durante il viaggio, visto che continua a piacerci molto come esperienza. La prossima tappa è Kyoto, e non vediamo l'ora!
| Takoyaki in preparazione sulla speciale piastra elettrica. Quando la pastella comincia a rapprendersi prendono forma di polpettine. |
Amber e Joe sono una coppia di Americani in Giappone da 6 mesi, lavorano come insegnanti di inglese in una scuola privata ed hanno intenzione di restare a vivere in Giappone (ma non a Takayama) per molto tempo. Vivono in una casa a due piani, molto più grande di quello che sembra essere lo standard a Tokyo. Hanno persino una camera per gli ospiti! Al mattino Amber ci ha accompagnati in macchina al 'Hida no Sato', dove abbiamo cominciato il tour di Takayama. 'Hida no Sato' è un grande mueso all'aria aperta, con case tradizionali giapponesi che sono state portate qui da varie parti del paese. Puoi passeggiare liberamente e scoprire come vivevano contadini, artigiani e mercanti nei villaggi... o meglio potremmo scoprirlo se capissimo il giapponese, visto che le spiegazioni in inglese sono decisamente limitate.
| Campo di riso circolare in mostra a 'Hida no Sato' |
| Un po' di tutto |
A Takayama ci ha sorpresi il freddo, con temperature massime di 10 gradi, quindi speravamo di riuscire a scaldarci nella nostra destinazione successiva, Kanazawa, una città della costa, a circa 4 ore da Tokyo. Purtroppo niente sole neanche qui, probabilmente dovremo arrivare a Bangkok per poter mettere via i guanti. Kanazawa è probabilmente il posto meno interessante che abbiamo visto sino ad ora. Non è brutta, ma pur essendo molto più grande di Takayama dopo solo due o tre ore in giro ci siamo trovati senza saper bene cosa fare. Forse se il tempo fosse stato bello avremmo esplorato meglio i giardini del castello ed il parco Kenroku-en, ma visto che non ci sembrava bello morire congelati nella nostra prima settimana di viaggio abbiamo deciso di ritirarci a casa molto presto.
| Corde 'Yukitsuri' che proteggono i pini dalle pesanti nevicate di questa regione. |
Questa è stata la nostra ultima notte in casa di couchsurfer qui in Giappone, ma speriamo di riuscire a trovarne altri durante il viaggio, visto che continua a piacerci molto come esperienza. La prossima tappa è Kyoto, e non vediamo l'ora!
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Couchsurfing,
Giappone
Ubicazione:
Kanazawa, Prefettura di Ishikawa, Giappone
martedì 6 novembre 2012
Nikko e Tokyo, il passato ed il futuro
Forse non si è capito dal post precedente, ma per il momento il Giappone ci sta piacendo un sacco! Siamo come bimbi in un negozio di giocattoli, affascinati da tutto quello che vediamo. Tuto è nuovo, curioso, strano... e fantastico! Rimaniamo incantati a fissare tutto e tutti. Vecchi uomini sulle loro bici ancora più vecchie, karaoke la domenica mattina, ristorante che mostrano in vetrina modelli perfetti delle pietanze che servono (e che ancora non abbiamo idea di cosa siano), gente con mascherina e guanti bianchi, rockabillys e cosplayers nei parchi, tutti i clichè che abbiamo sentito sul Giappone sono qui e sono reali.
Per qualche ragione D sembra essersi perfettamente integrato, inchinandosi con i suoi 'konnichiwa' come se fosse nato qui. Ho anche l'impressione che i suoi occhi stiano diventando più a mandorla giorno dopo giorno. È un talento innato!
Abbiamo trascorso la domenica camminando per Tokyo. Abbiamo passeggiato per quasi tutti i quartieri principali, saltando su e giù dai treni che percorrono la città, peraltro un buon modo per rendersi conto di quanto sia effettivamente grande la città. Non avevamo grandi aspettative su Tokyo (al contrario di Kyoto ad esempio) ma ci ha sorpresi positivamente. Ci sono piaciuti molto i giardini del Palazzo Imperiale, ma anche gli altri parchi della città, con le centinaia (migliaia?) di persone che si godevano un assolato pomeriggio domenicakr. Abbiamo osservato la città dall'alto di un grattacielo e persino il profilo del monte Fuji in lontananza, troppo lontano per una foto purtroppo. Poi c'è la follia delle vie dello shopping piene di giovani vestiti e truccati nei modi più stravaganti, l'incrocio pedonale di Shibuya con la massa di persone in attesa che esplode in ogni direzione quando i semafori diventano verdi. Curiosa, stancante e piena di contrasti... un gran bella giornata.
In serata avevamo appuntamento con S, il membro di Couchsurfing che ci avrebbe ospitato in casa sua per due notti. È arrivato in perfetto orario, ci ha portati nel suo piccolo appartamento e ci ha addirittura preparato dei 'soba' per cena! Quando diciamo piccolo appartamento intendiamo dire davvero minuscolo, probabilmente sui 18 metri quadrati, non di più. Anni fa il governo Spagnolo propose di costruire mini-appartamenti di 30m2, e ci fu una specie di rivoluzione. Qui sarebbe un lusso, visto che S paga 900 euro al mese per la sua stanza! Ci stavamo chiedendo come avremmo fatto a dormire in tre in quello spazio, ma alla fine abbiamo scoperto che lui sarebbe stato con noi solo per la cena, dal momento che sarebbe andato a fare il turno di notte subito dopo e sarebbe poi partito per un paio di giorni. Il tanto agognato scambio culturale non ci sarebbe stato (e comunque sarebbe stato difficile vista l'enorme barriera linguistica), ma ci abbiamo guadagnato un appartamento tutto per noi nel centro di Tokyo... gratis! Starete pensando che ci deve essere qualcosa sotto, ma non c'è, o almeno pensiamo che non ci sia :) Che gentilezza e fiducia, aprire la propria casa a due estranei e lasciarci padroni di tutto per due giorni.
Lunedì siamo andati a Nikko, un'antica cittadina ad un paio d'ore da Tokyo. Non eravamo del tutto sicuri di volerci andare, ma siamo contentissimi di averlo fatto! È esattamente come immagineresti il Giappone antico: vecchi templi di legno immersi nel bosco, pietre coperte di muschio, piccole stradine fiancheggiate da file di lanterne di pietra... È tutto così bello che è quasi facile sopportare la massa di gente che affolla i luoghi più famosi.
Come in Kamakura, siamo riusciti ad evadere dalla ressa e camminare fuori città, attraverso un bellissimo cimitero antico e accanto a file e file di statue di Jizo con i loro cappellini e bavaglietti rossi per tenerli al caldo. In effetti comincia a rinfrescare in questi giorni, dopo tutto è autunno... e che autunno! Un altro clichè del Giappone, i colori dell'autunno, si è dimostrato reale. Alberi di un rosso spettacolare tutto intorno a noi...
Oggi ci siamo svegliati sotto una pioggia continua, quindi è saltata la nostra ultima passeggiata per Tokyo. Per l'ora di pranzo prenderemo il treno per Takayama, dove ci aspetta altra pioggia, freddo, ma fortunatamente anche un'altra casa di due Couchsurfers.
sabato 3 novembre 2012
Konnichiwa
Primi giorni e prime parole.
Il primo giorno non conta in realtà visto che la mancanza di sonno ed il jet lag si sono fatti sentire. Il volo per Tokyo non è stato niente male, ma per quanto ci provassimo, per qualche ragione non siamo riusciti a dormire per niente (al contrario del tizio seduto accanto a noi che ha dormito come un bimbo per 12 ore, svegliandosi solo per i pasti).
Arrivati a Tokyo non ho stato difficile muoverci per la città: i trasporti sono ottimi e relativamente facili da usare una volta che capisci come funzionano. Per chi comincia consiglio un treno super rapido nella direzione sbagliata... è un ottimo corso accelerato nonchè un bel mix di emozioni. Alla fine, grazie anche all'aiuto di un poliziotto locale (e neanche una parola di inglese) siamo riusciti a trovare il nostro hotel quasi facilmente. È pulito e carino, ma la stanza è la più piccola che abbiamo mai visto e probabilmente la più piccola in assoluto... in fin dei conti non puoi far stare due persone in uno spazio molto più piccolo di questo.
Abbiamo provato a resistere al jet lag e siamo usciti a fare una passeggiata per il quartiere Asakusa ma alla fine ci siamo dovuti arrendere e siamo tornati in hotel, a dormire per undici ore filate!
Dopo aver (più o meno) recuperato il deficit di sonno, e grazie alle nostra nuova abilità di movimento con i treni giapponesi, oggi ci siamo avventurati fuori da Tokyo fino a Kamakura per vedere una statua di Buddha gigante. Siamo riusciti a cambiare treno per quattro volte senza bisogno di chiedere aiuto a nessuno!
La statua del Buddha è enorme, la seconda più grande in Giappone... peccato che mezza nazione abbia deciso di venire ad ammirarla con noi.
Per fortuna siamo riusciti a fare una tranquilla passeggiata nella campagna attorno, tra piccoli templi e persone carinissime che ci salutavano e sorridevano sempre, forse perchè eravamo dei pochi stranieri lungo il percorso. Abbiamo visitato un sacco templi, assistito ad un matrimonio shintoista e visto un sacco di bambini e bambine con costumi tradizionali, a quanto pare per un rito di passaggio celebrato dai bambini di tre, cinque e sette anni.
Domani dovremmo finalmente esplorare meglio Tokyo, mentre la sera ci troveremo con il nostro primo Couchsurfer, che ci ospiterà per due notti. Abbiamo davvero molts voglia di imparare di più sulla cultura e la città da un autoctono, e K spera di poter finalmente imparare ad usare le bacchette correttamente, visto che fino ad ora i suoi tentativi hanno portato macchie su entrambi i suoi pantaloni...
| Stanza doppia, stile Giapponese: 1.5 x 3m... |
| Geishe (probablilmente false) a spasso per Asakusa |
| Shichi-Go-San, rito di passaggio per bambini di tre, cinque e sette anni |
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