Ed in effetti arrivando a Takayama li abbiamo trovati: pioggia e freddo... Fortunatamente per noi c'era anche Amber ad aspettarci in macchina per portarci a casa, dove vive con Joe. Per cena abbiamo cucinato takoyaki, un piatto tradizionale giapponese che consiste in pallottoline di pastella fritte con dentro pezzetti di polpo, funghi o verdure. È stato bello poter finalmente parlare con qualcuno senza dover usare solo mani, piedi e monosillabi...
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| Takoyaki in preparazione sulla speciale piastra elettrica. Quando la pastella comincia a rapprendersi prendono forma di polpettine. |
Amber e Joe sono una coppia di Americani in Giappone da 6 mesi, lavorano come insegnanti di inglese in una scuola privata ed hanno intenzione di restare a vivere in Giappone (ma non a Takayama) per molto tempo. Vivono in una casa a due piani, molto più grande di quello che sembra essere lo standard a Tokyo. Hanno persino una camera per gli ospiti! Al mattino Amber ci ha accompagnati in macchina al 'Hida no Sato', dove abbiamo cominciato il tour di Takayama. 'Hida no Sato' è un grande mueso all'aria aperta, con case tradizionali giapponesi che sono state portate qui da varie parti del paese. Puoi passeggiare liberamente e scoprire come vivevano contadini, artigiani e mercanti nei villaggi... o meglio potremmo scoprirlo se capissimo il giapponese, visto che le spiegazioni in inglese sono decisamente limitate.
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| Campo di riso circolare in mostra a 'Hida no Sato' |
Siamo rimasti per parecchio a passeggiare tra laghetti e vecchie case, e saremmo rimasti ancora più a lungo se non avessimo avuto paura della pioggia prevista dal meteo. Usciti da 'Hida no Sato' ci siamo quindi diretti subito verso il centro di Takayama per visitare le case dei mercanti ed i vecchi quartieri. Alla fine la minacciata pioggia è stata molto meno terribile del previsto, ed abbiamo potuto girovagare tranquillamente fino al tramonto (che in questa zona del paese arriva intorno alle 5 del pomeriggio). Sulla strada verso casa abbiamo saccheggiato un supermercato e comprato tutte le cose più strane (dall'aspetto commestibile) che abbiamo trovato. Siamo riusciti a comprare un pacchetto di sashimi enorme per meno di 4 euro! Fino ad ora i nostri esperimenti con il cibo sono stati decisamente fortunati e non abbiamo ancora provato niente troppo strano o disgustoso.
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| Un po' di tutto |
A Takayama ci ha sorpresi il freddo, con temperature massime di 10 gradi, quindi speravamo di riuscire a scaldarci nella nostra destinazione successiva, Kanazawa, una città della costa, a circa 4 ore da Tokyo. Purtroppo niente sole neanche qui, probabilmente dovremo arrivare a Bangkok per poter mettere via i guanti. Kanazawa è probabilmente il posto meno interessante che abbiamo visto sino ad ora. Non è brutta, ma pur essendo molto più grande di Takayama dopo solo due o tre ore in giro ci siamo trovati senza saper bene cosa fare. Forse se il tempo fosse stato bello avremmo esplorato meglio i giardini del castello ed il parco Kenroku-en, ma visto che non ci sembrava bello morire congelati nella nostra prima settimana di viaggio abbiamo deciso di ritirarci a casa molto presto.
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| Corde 'Yukitsuri' che proteggono i pini dalle pesanti nevicate di questa regione. |
Nonostante tutto siamo molto contenti di non aver tolto Kanazawa dal nostro itinerario, perchè siamo stati molto bene con la nostra CS locale, Laura, anche lei Americana, che insegna inglese con un programma del governo giapponese. La prima sera siamo rimasti parecchio con lei a parlare, parlare, parlare... La seconda sera siamo poi usciti a cena con un suo amico insegnante ed altri due couchsurfer Israeliani. Finalmente un po' di vita sociale in questo viaggio. Abbiamo di nuovo appuntamento con la coppia di Israeliani a Kyoto, visto che stiamo percorrendo il Giappone con un tragitto molto simile. Speriamo di riuscire ad incontrare anche Laura da qualche parte prima o poi, e non è del tutto impossibile visto che nonostante abbia solo 25 anni ha già vissuto in Spagna, Francia, Russia, Costa Rica e adesso Giappone.

Questa è stata la nostra ultima notte in casa di couchsurfer qui in Giappone, ma speriamo di riuscire a trovarne altri durante il viaggio, visto che continua a piacerci molto come esperienza. La prossima tappa è Kyoto, e non vediamo l'ora!
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